Gyumri è la seconda città armena, ma conta solo 110.000 abitanti circa. Piccola, raccolta, è molto meno frenetica della capitale Yerevan, ma ugualmente affascinante. Si può visitare in poco tempo, ci si può riposare dal viaggio nella sua atmosfera pacata o prenderla come punto d’appoggio per esplorarne i dintorni. In questo articolo parleremo di cosa vedere a Gyumri in 24 ore.
La storia di questa città è antica come l’Armenia stessa e nel corso dei secoli ha cambiato più volte nome: Kumayri, Alexandropol, Leninakan e infine Gyumri. Non è mai riuscita a stare tranquilla, tra eserciti che la attraversavano, confini che si spostavano e terremoti che la devastavano.
È situata nel nord del Paese, la Georgia si raggiunge in un paio d’ore, mentre la città di Kars, ora turca, sarebbe a soli venti minuti di macchina, tuttavia è irraggiungibile a causa dei confini chiusi per gli antichi attriti tra i due paesi. Nemmeno i cittadini di paesi terzi possono attraversare quella linea immaginaria e, per arrivare in Turchia, bisogno fare un giro lunghissimo per la Georgia e quasi senza mezzi di trasporto pubblico.
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Cosa vedere a Gyumri, in Armenia
Il cuore di Gyumri è piazza Vardanats, una piazza che non assomiglia a nessun’altra. Qui sorge uno degli edifici più imponenti dell’Armenia: la chiesa del Santo Salvatore, una meraviglia architettonica in tufo nero e arancione. All’interno, al contrario, regna la sobrietà che accomuna tutte le chiese armene. Fu realizzata nel XIX secolo dall’architetto Tadeos Andikyan, che la innalzò ispirandosi alla cattedrale dell’antica civiltà armena di Ani. Durante l’Unione Sovietica fu trasformata in museo e poi in sala concerti, ma oggi è tornata al suo scopo originario.
La Cattedrale della Santa Madre di Dio, risalente al 1873, ha una pianta cruciforme ed è stata costruita anch’essa in tufo scuro. Si erge dall’altro lato di piazza Vardanants dove racchiude delle preziose icone.

Tra i due luoghi sacri, nel centro della piazza, è stato eretto il monumento equestre in pietra e bronzo dell’eroe nazionale Vardan Mamikanian, che difese il cristianesimo nel 451 nella battaglia Avarayr contro la Persia Sasanide.
Girovagare per il centro storico è sicuramente una must Gyumri grazie alla bellissima architettura dei palazzi ottocenteschi tra via Abovyan e il viale Aghtanaki, dove sedersi in una caffetteria per assaggiare il tipico ponchik, una storia di bombolone sovietico servito caldo, o per fare un giro nel mercato con esposte leccornie quella succosa frutta caucasica. Dopo, si può continuare la visita curiosando nelle tante case-museo aperte in questa zona dedicate alle figure più disparate.
Che si vaghi per i viali o ci si inoltri negli stretti vicoli di tufo nero, si scorgeranno le macerie e le facciate distrutte dal terremoto del 1988 che il 7 dicembre alle 11.41 devastò la città e mietè più di 25.000 vite.
Centotredici paesi accorsero in aiuto di Leninakan, come era chiamata Gyumri nel periodo sovietico.
L’antica Kumayri venne ribattezzata Alexandropol nel 1873 dallo zar Nicola I in onore di sua moglie Alexandra Fëdorovna. È a quel secolo che risalgono la maggior parte degli edifici di Guymri, come venne ribattezzata all’indomani della caduta dell’Unione Sovietica.
La città dai mille nomi
Opera dello zar fu anche Sev Berd, la fortezza nera che sorge su una collina a sudovest della città; su quella accanto nel 1975 fu invece installata una bellissima Mayr Hayastan, la Madre Armenia. La statua, innalzata per rendere omaggio ai caduti della Seconda Guerra Mondiale, è alta 20 metri più 21 di piedistallo. La Madre Armenia, dal lato rivolto verso il suo popolo, ha un’espressione calma ma determinata, tiene in una mano un ramo di palma e nell’altro la corona di Zvartnost, a simboleggiare pace e bellezza. Il lato che guarda al confine turco, invece, ricorda la dea greca Nemesi che in questo caso assomiglia a uno strano rettile fatto con i capelli e i drappi della figura.
L’area pedonale intitolata allo scrittore e pioniere della repubblica armena Khachatur Abovyan si stende alle spalle della piazza Vardanants e fa da sfondo a chi passeggia tranquillo. È un’ottima occasione per ammirare i palazzi in tufo nero e art decò e per assaggiare le delizie della cucina armena. Al n.182 sorge l’edificio dell’International Center for Peace and Development del console onorario italiano Antonio Montalto, mentre nella perpendicolare via Rustaveli è possibile ammirare il palazzo in art Nouveau della famiglia Geghanyan. Oggi è l’hotel Villa Kars nonché abitazione del console Montalto.
Come arrivare a Gyumri
Gyumri ha un aeroporto internazionale.
Inoltre dista circa 120 km da Yerevan, è dunque raggiungibile con una macchina privata percorrendo la North-South Highway o con un taxi condiviso per pochi euro.
In alternativa si può montare sulle marshrukte n.358 e 359 dalla Stazione Sud dei Bus o dal Municipio di Yerevan, di fronte al Museo di Storia, e smontare alla Stazione dei Bus di Gyumri.
Un’altra opzione è il treno da Yerevan. L’indirizzo della biglietteria Yerevan, Tigran Mets, 50 a Yerevan o si può consultare il sito: https://www.railway.am/eng/forpassaj
Nelle foto seguenti allego gli orari tra Yerevan e Gyumri al giugno 2026.
Fonte: https://www.railway.am/infodocs/yerevan_gyumri_eng.pdf


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