Si dice che nella sua corsa alla conquista e alla distruzione delle grandi civiltà asiatiche, Gengis Khan si fermò interdetto dinanzi all’immensa Torre di Bukhara e ordinò alla sua Orda d’Oro di non abbatterla, affascinato come era da quell’opera mai vista prima.
Bukhara la Santa, la chiamano, una delle perle della via della seta insieme a Samarcanda e Khiva. Era meta di religiosi e pellegrini, ma anche di mercanti e viaggiatori.
Bukhara la Santa tanto santa non era, con i suoi crudeli emiri che spingevano i condannati giù dalla torre nella piazza dove si teneva il mercato cittadino o rinchiudevano i prigionieri, anche emissari stranieri, in buche piene di vermi carnivori.
Oggi invece è una magnifica oasi uzbeka pronta ad accogliere a braccia aperte turisti e visitatori, abilmente ricostruita dall’ultima amministrazione che ha deciso di dare una lustrata alle maggiori attrazioni.
Vediamo cosa fare a Bukhara in uno o due giorni.
Cosa vedere a Bukhara in Uzbekistan

Bukhara fu considerata per secoli la città più santa dell’Asia Centrale. Quando i russi costruirono la ferrovia nel XIX secolo, la stazione venne collocata a Kagan, 15 km più a est, per evitare che “l’infernale macchina a vapore” contaminasse la purezza della città santa.
Qui hanno camminato Marco Polo, Avicenna, Ibn Battuta. Ma anche esploratori britannici come Charles Stoddart e Arthur Conolly, decapitati dall’emiro nel 1842 davanti alla cittadella dell’Ark. Colpevoli di non essersi inginocchiati al suo cospetto e di voler negoziare senza essersi convertiti all’Islam, furono prima imprigionati nel famigerato “buco nero”, una fossa infestata di vermi carnivori, e poi costretti a scavarsi la fossa da soli. La loro visita è ricordata con qualche ritratto nel museo dell’Ark, ma senza grandi dettagli su ciò che davvero accadde.
Allo stesso modo è stato rimosso anche il ricordo di Orlandi, italiano venduto come schiavo nel 1851. Salvatosi inizialmente grazie alle sue doti di orologiaio e astronomo, fu poi ucciso per essersi rifiutato di abiurare la propria fede, dopo essere stato scoperto a bere vino.
🕌 Un tour a Bukhara
⭐ Leggi anche: Il mio viaggio a Bukhara la Santa
1. L’Ark – La fortezza degli emiri
Sede del demonio, pardon, dei sanguinari emiri, l’antica cittadella fu distrutta dai russi nel 1920 durante la conquista bolscevica. Quella che vediamo oggi è una ricostruzione moderna. Ospita un museo di storia nazionale piuttosto propagandistico, che tende a glorificare gli emiri e i sapienti locali, evitando accuratamente di raccontare le atrocità e le esecuzioni che si svolgevano proprio davanti alla sua porta.
Un tempo nella piazza dell’Ark si trovava il bazar principale, e proprio lì avvenivano le decapitazioni pubbliche.
Nella parte oggi murata si trovava il famigerato buco nero. Durante l’URSS, che al contrario ci teneva a sottolineare le atrocità di quelli che considerava popoli barbari, vi era persino un piccolo museo degli orrori con finti vermi e prigionieri. Ora non resta nulla.

2. Poi-i-Kalyan – Il cuore sacro di Bukhara
Questo complesso architettonico è il simbolo di Bukhara. Il minareto di Kalyan, alto 47 metri, è uno dei pochi edifici risparmiati da Genghis Khan, impressionato dalla sua maestosità, come dicevo prima. Le sue decorazioni geometriche mutano da un livello all’altro come un ricamo di mattoni e turchesi.
Un tempo veniva utilizzato per il richiamo alla preghiera ma anche come faro per le carovane e luogo di esecuzione: i condannati venivano spinti giù dalla cima, chiusi in un sacco.
Oggi è il posto più fotografato della città, soprattutto al tramonto, quando la luce dorata illumina la torre e le sue ombre si allungano sulle cupole e sulle scintillanti moschee circostanti, quella di Mir-i-Arab e di Kalyan.
3. Chor-Minor – La moschea dai quattro minareti
Un edificio piccolo ma molto particolare, commissionato da un mercante turcomanno. I quattro minareti con cupole azzurre sembrano torrette fiabesche su di essi si vedono cicogne finte. Le cicogne hanno sempre popolato Bukhara, prima di abbandonarla per la desertificazione crescente dell’intero Uzbekistan, cosa che ha lasciato un vuoto nel cuore dei cittadini.
L’interno è spoglio, ma la facciata è un bell’esempio di arte islamica in un cortile dove giocano bambini dai tratti tajiki. Inoltre si trova in una zona popolare, quindi vale la pena perdersi nei vicoli circostanti.
4. Magoki Attori – Una moschea antichissima
Una delle moschee più vecchie di Bukhara, parzialmente scavata sotto il livello del suolo e non del tutto ricostruita. Infatti alcune sue sezioni risalgono al XII secolo. Le decorazioni turchesi, seppur scrostate, mostrano come erano le moschee in origine, così diverse dalla patinatura che gli è stata passata negli ultimi anni.
5. Madrasa di Ulugh-Bek – La più antica dell’Asia Centrale
Voluta dallo stesso principe-astronomo Ulugh-Bek nel XV secolo, famosissimo per i suoi studi scientifici e per la sua morte a seguito del tradimento del figlio (ve ne parlo più approfonditamente nell’articolo su Samarcanda), è una delle poche madrase che conserva un senso di autenticità, nonostante all’interno vi si trovino solo negozietti di souvenir. È considerata la più antica dell’Asia Centrale e attirava migliaia di pellegrini da tutto il mondo islamico.

6. Caravanserragli e bazar storici
Restaurati e trasformati in gallerie commerciali, i caravanserragli del centro ora ospitano bancarelle di gioielli, sete, ceramiche e spezie. Già che si è lì vale la pena di farci quattro passi, ma il fascino del passato è stato sacrificato sull’altare del turismo.
7. La casa di Fayzullah Khodjaev
Sia la sua casa che la sua storia sono interessanti. Khodjaev fu il politico che facilitò l’ingresso dei bolscevichi a Bukhara tradendo l’emiro, eppure nel 1938 venne epurato da Stalin. La sua casa è oggi un vuoto monumento alla rimozione della memoria. Il cortile è bello, colorato, ricco di piante, le facciate decorate sono un inno all’arte uzbeka, ma le stanze interno sono spoglie, fatta eccezione per un gruppo di guardiani annoiati che chiacchierano. Solo nella cucina si trova una piccola mostra dedicata alla cucina uzbeka e nessuna menzione agli antichi proprietari.
8. Moschea di Bolo Hauz
Una delle poche moschee ancora in uso. Il portico ligneo è uno degli scorci più suggestivi della città. Da non perdere se cerchi l’autenticità nella forma di uomini con lo zucchetto in testa che si inginocchiano e vecchie signore che spazzano l’atrio.
Extra: Per chi cerca qualcosa di vero: rovine dimenticate e madrase dimenticate
Fuori dal centro storico, tra le strade polverose e poco frequentate, si possono scoprire alcune chicche. Scoprire nel vero senso della parola, perché noi stavamo passeggiando del tutto a caso prima di imbatterci ne:
- Le rovine di un antico hammam abbandonato, nel mezzo di una polverosa via residenziale e mangiate dalle edere e altre piante.
- La Forgotten Madrasa, una scuola coranica mai restaurata, dove oggi c’è solo una sorte di salone di bellezza con le locandine di lunghe unghie lucide sulla porta (forse il più economico della città).
Questi luoghi non fanno parte dei circuiti turistici e, forse proprio per questo, conservano un frammento del passato autentico di Bukhara, ma entrarci non è solo proibito, ma anche pericoloso.

🚂 Come arrivare a Bukhara
Nonostante la modernizzazione, la stazione ferroviaria si trova ancora a Kagan, come ai tempi degli zar, a circa 15 km dalla città. Da lì è facile trovare un taxi o un marshrutka per raggiungere il centro.
🍽️ Dove mangiare (e dove no)
Il centro turistico è pieno di ristoranti eleganti, con tavoli all’aperto e fontane luminose. L’estetica è spesso più curata del cibo, che risulta caro e a dir poco terribile. E sì che di solito in Asia Centrale si mangia benissimo. Per assaporare qualcosa di più gustoso e magari dai prezzi contenuti, spingiti fuori dalle mura, oppure chiedi consiglio agli abitanti del posto (non ai tassisti, però, che fanno la cresta sui conti dei ristoranti).
🎒 Cosa portarsi via (oltre ai souvenir)
Bukhara oggi è una città museo, restaurata e levigata fino a sembrare un set cinematografico o la sezione araba di Gardaland. Ma sotto questa superficie si nasconde una storia brutale e affascinante, fatta di martiri, scienziati, schiavi, astronomi e folli emiri. Se cammini con attenzione, tra le crepe dei mattoni e le ombre dei vicoli, puoi ancora sentire il respiro della città che fu.
Oppure, puoi leggere il mio racconto di viaggio:
⭐ Il mio viaggio a Bukhara la Santa
Tour e itinerari in Uzbekistan
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