{"id":302,"date":"2026-03-11T10:12:51","date_gmt":"2026-03-11T10:12:51","guid":{"rendered":"https:\/\/letteredalloriente.com\/site\/?p=302"},"modified":"2026-03-12T12:12:25","modified_gmt":"2026-03-12T12:12:25","slug":"cosa-vedere-a-yerevan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/letteredalloriente.com\/site\/cosa-vedere-a-yerevan\/","title":{"rendered":"Mini guida a Yerevan: cosa vedere in 48 ore nella capitale armena"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"\">Questo \u00e8 il punto di partenza di una guida pratica su cosa vedere a Yerevan in 48 ore. Se ti piacciono anche i racconti avventurosi, <a href=\"https:\/\/letteredalloriente.substack.com\/p\/le-due-vette\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>leggi il mio viaggio a Yerevan: Le due cime<\/em><\/a>. \u2b50<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Riemerse dalle foreste dei monti georgiani con la pancia piena di gustosi <em>khachapuri<\/em>, non avremmo mai immaginato una cos\u00ec forte differenza tra i due piccoli paesi caucasici, che nell&#8217;immaginario si tende a mischiare. L&#8217;Armenia \u00e8 appena poco pi\u00f9 grande della Sicilia e la Georgia \u00e8 appena poco pi\u00f9 grande dell&#8217;Armenia. Tra le due capitali ci sono sei ore di viaggio in <em>marshrutka<\/em> tra monti, colline e laghi eppure le somiglianze sono davvero poche. L&#8217;unica cosa che li accomuna \u00e8 il loro essere cristiani tra tre paesi islamici: Turchia, Azerbaijan e Iran.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">In Georgia, tra la frutta fresca che sa <em>davvero<\/em> di frutta, le terme e le altissime cime dei monti del Caucaso, il luglio non era stato poi cos\u00ec impietoso. Al contrario, nel paese semi desertico dei melograni e delle rocce di basalto quella domenica mattina c&#8217;erano 52 gradi centigradi percepiti, resi ancora pi\u00f9 spietati dal cemento e dai palazzi brutalisti dell&#8217;ex citt\u00e0 sovietica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Quando il calore di un luglio mediorientale sale dall&#8217;asfalto e ti strangola negli autobus senza condizionatore e i ventilatori a pale girano pi\u00f9 lentamente del tempo, Yerevan si rivela una citt\u00e0 marziana, deserta se non per il rumore delle marshrutke che sfrecciano accanto a una fontana che, di notte, danza al ritmo di colonne sonore di\u00a0<em>Star\u202fWars<\/em>, <em>Harry Potter<\/em> e \u010cajkovskij; le guardie in Piazza della Repubblica che ti scrutano con occhi socchiusi da sotto il cappello; il profumo di vino al melograno che si mescola alla polvere; giovani ucraini scappati dalla guerra rifugiatisi qui nella speranza di ricominciare; la voce di Gaghin, gestore dell\u2019ostello, che racconta con un sorriso amareggiato la storia di un popolo che ha sempre dovuto scegliere tra \u201cessere armeno o non esserlo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/letteredalloriente.com\/site\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/IMG_0828-768x1024.jpeg\" alt=\"Giare contenenti vino armeno, Cosa vedere a Yerevan\" class=\"wp-image-308\" srcset=\"https:\/\/letteredalloriente.com\/site\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/IMG_0828-768x1024.jpeg 768w, https:\/\/letteredalloriente.com\/site\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/IMG_0828-225x300.jpeg 225w, https:\/\/letteredalloriente.com\/site\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/IMG_0828-1152x1536.jpeg 1152w, https:\/\/letteredalloriente.com\/site\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/IMG_0828-1536x2048.jpeg 1536w, https:\/\/letteredalloriente.com\/site\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/IMG_0828-scaled.jpeg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Giare contenenti vino armeno e decorate con le lettere dell&#8217;alfabeto<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cosa vedere a Yerevan in 48 ore<\/h2>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">1. Piazza della Repubblica<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"\">Il nostro viaggio \u00e8 iniziato dal punto pi\u00f9 centrale della citt\u00e0, ovvero <strong>Piazza della Repubblica<\/strong>, un enorme spiazzo circondato dai palazzi governativi pi\u00f9 importanti e che mescola il brutalismo sovietico e il costuttivismo degli edifici di basalto grigio a un delicato e sobrio rosa del tipico tufo armeno. Sulle facciate si possono scorgere diversi simboli, tra cui le due cime del monte Ararat e un vecchio stemma sovietico con falce e martello, uccelli immaginari ed elementi floristici che ricordano lo stile persiano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Di giorno la piazza \u00e8 deserta, con il sole che batte sull&#8217;asfalto e il tufo, eccezion fatta per le guardie davanti al Palazzo del Governo. La sera, invece, si popola di famiglie e turisti che vengono a rilassarsi e ad assistere allo spettacolo di luci e acqua dell&#8217;enorme fontana costruita al posto della statua alta 7 metri di Vladimir Lenin, dal quale la piazza prendeva il nome, rimossa nel 1991 con la caduta dell&#8217;URSS.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">2. Il Museo di Storia Nazionale<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"\">Dietro la fontana, i palazzi di tufo rosa ospitano la <strong>Galleria Nazionale<\/strong> e il <strong>Museo di Storia<\/strong>, quest&#8217;ultimo da non perdere se si vuole conoscere meglio l&#8217;Armenia. All&#8217;interno si trovano collezioni di antichi manufatti del Caucaso, gioielli, abiti tradizionali, accessori quotidiani del XIX secolo e una stupenda collezione di mappe medievali, europee, islamiche, bibliche e immaginarie, nonch\u00e9 una sezione dedicata alle pergamene del <strong>Matenadaran<\/strong>, un luogo meraviglioso di cui parler\u00f2 pi\u00f9 avanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\"><strong>Consiglio pratico<\/strong>: i due musei sono collegati. Ci vuole qualche ora per visitarli entrambi e sbirciare le guardia sala che spettegolano e si scambiano fiori e torte, ignorando bellamente i visitatori. Non c&#8217;\u00e8 una caffetteria, per cui portati dell&#8217;acqua e uno snack.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"569\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/letteredalloriente.com\/site\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/IMG_0692-1024x569.jpeg\" alt=\"Yerevan dall'alto, Cosa vedere a Yerevan in 48 ore\" class=\"wp-image-310\" srcset=\"https:\/\/letteredalloriente.com\/site\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/IMG_0692-1024x569.jpeg 1024w, https:\/\/letteredalloriente.com\/site\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/IMG_0692-300x167.jpeg 300w, https:\/\/letteredalloriente.com\/site\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/IMG_0692-768x427.jpeg 768w, https:\/\/letteredalloriente.com\/site\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/IMG_0692-1536x854.jpeg 1536w, https:\/\/letteredalloriente.com\/site\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/IMG_0692-2048x1139.jpeg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Vista di Yerevan dall&#8217;alto<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">3. Matenadaran \u2013 la biblioteca di pietra<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"\">Il <strong>Matenadaran<\/strong>, nome complicatissimo per \u201cbiblioteca\u201d, si erge dietro il complesso artistico della <strong>Cascade<\/strong>, oltre il <em>ring<\/em> di giardini e locali moderni. \u00c8 una delle cose da vedere a Yerevan, forse la pi\u00f9 affascinante delle sue stranezze e di certo il mio luogo preferito in citt\u00e0: l\u2019intero edificio \u00e8 circondato da massi rocciosi che spuntano in cima a una salita, formando un enorme complesso di granito che sembra emergere dal deserto. Pi\u00f9 che opera dell\u2019uomo, appare come una creazione della natura stessa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Sulla facciata una statua raffigura l\u2019inventore dell\u2019alfabeto armeno, <strong>Mesrop Mashtots<\/strong>, monaco che nel 405 codific\u00f2 le lettere della sua lingua per tradurre la Bibbia, e un suo discepolo in ginocchio davanti a una lastra incisa con le trentanove lettere armene, tutte curve e sinuose. Dopo aver varcato la soglia, si accede a tre spazi distinti: la biblioteca, il museo e l\u2019istituto di restauro dei libri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">All\u2019interno, il Matenadaran custodisce circa <strong>ventitremila<\/strong> manoscritti preziosi e antichi, armeni e non solo. Non tutte le sale sono aperte al pubblico; la maggior parte dei volumi \u00e8 custodita in un bunker sotterraneo nella collina del <strong>Parco della Vittoria<\/strong>, al sicuro da umidit\u00e0 e luce. Tra le collezioni pi\u00f9 affascinanti troviamo i primi volumi stampati in armeno a Venezia, dove ancora oggi vive una comunit\u00e0 armena, e in altre citt\u00e0 italiane; le stampe prodotte ad Amsterdam, Calcutta, Mosca e altrove; le Bibbie compilate dagli amanuensi nei monasteri che punteggiano questo paesino cristiano; inni e codici incastonati in argento; tomi ritenuti oggetti di culto dalle antiche comunit\u00e0 armene in Iran (che, come tutti gli altri paesi confinanti, si prese una fetta dell\u2019Armenia) e quelli conservati dai sopravvissuti al genocidio, alcuni con pi\u00f9 di 600\u202fanni di storia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Il Matenadaran non ruota esclusivamente attorno all\u2019Armenia. Al suo interno si trovano pergamene, papiri, Corani e Torah in ebraico, turco, persiano e cinese; la Bibbia in latino, armeno, georgiano e slavonico; e, senza alcun legame apparente, una mostra di tessuti iraniani. L\u2019ambizioso complesso conserva saggezza millenaria di ogni cultura, quasi riscattando una citt\u00e0 che altrimenti sembrerebbe priva di storia. Per un topo di biblioteca come me, il Matenadaran \u00e8 il paradiso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">La visita dura circa 90 minuti ma a parer mio ci si pu\u00f2 perdere tra le lettere e la carta per molto pi\u00f9 tempo.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">4. Cascade <\/h3>\n\n\n\n<p class=\"\">Nel lato settentrionale della citt\u00e0 sorge il\u00a0<strong>Cascade<\/strong>, un immenso scalone di pietra che sovrasta Yerevan come un segnale di modernit\u00e0, in contrasto sia con il deserto intorno che con il brutalismo sottostante. Progettata da\u00a0<strong>Alexander\u202fTamanyan<\/strong>, l\u2019architetto che ridisegn\u00f2 la capitale sovietica da zero, la collina fu completata nei primi anni duemila grazie al mecenatismo dell\u2019imprenditore armeno americano\u00a0<strong>Cafesjian<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Salire il Cascade \u00e8 gi\u00e0 di per s\u00e9 un\u2019esperienza: ai piedi del complesso si trovano le iconiche statue obese di&nbsp;<strong>Botero<\/strong>, che pare essere ovunque, e una teiera gigante in fil di ferro. Simboli che hanno poco a che fare con l&#8217;Armenia in s\u00e9, eppure la collegano al resto del mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">All&#8217;interno le scale mobili sono costellate da installazioni d\u2019arte contemporanea proveniente dalle gallerie di Cafesjian: ogni piano ospita una piccola esibizione dove le opere si alternano a terrazzi curati con giardini, fontane e aiuole di fiori che lottano contro il caldo infernale. Ci si pu\u00f2 affacciare a ogni piano per osservare quest&#8217;assurda citt\u00e0 da un gradino sempre pi\u00f9 alto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Pi\u00f9 si sale, pi\u00f9 la citt\u00e0 si apre: i vialoni trafficati, le case squadrate dei tempi dell&#8217;URSS e la popolazione che vive la propria vita. Dalla terrazza pi\u00f9 alta, oltre la cortina di smog, oltre il deserto, appare improvvisamente il profilo biblico del\u00a0<strong>Monte\u202fArarat<\/strong>. Le due cime, simbolo dell\u2019Armenia, si stagliano maestose; la pi\u00f9 alta \u00e8 innevata, un\u2019anomalia surreale nella canicola di Yerevan. Il monte, purtroppo, si trova in territorio turco, nella zona che un tempo era la Grande Armenia, ed \u00e8 sorvegliato da guardie armate che sparano a vista i visitatori indesiderati \u2013 o almeno cos\u00ec si dice. Nessun armeno pu\u00f2 avvicinarsi al proprio simbolo sacro, uno dei tanti dolori di questo popolo storicamente potente che ha molto sofferto genocidi, diaspore e separazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Il punto pi\u00f9 vicino per vedere l&#8217;Ararat in territorio armeno \u00e8 <strong>Khor\u202fVirap<\/strong>, il monastero a quattro chilometri dal confine con l\u2019exclave azera del Nakhchivan e a pochi passi dal confine turco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Quando mi sono affacciata da una delle terrazze e ho intravisto il profilo assurdamente innevato dell&#8217;Ararat nella caligine e nello smog, il mio cuore ha saltato un battito: era come essere al cospetto della storia. Ne parlo pi\u00f9 approfonditamente nel racconto di viaggio:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">\u2b50 <a href=\"https:\/\/letteredalloriente.substack.com\/p\/le-due-vette\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>Le due cime<\/em><\/a> <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/letteredalloriente.com\/site\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/IMG_0675-768x1024.jpeg\" alt=\"Il DJ e la Cascade\" class=\"wp-image-309\" srcset=\"https:\/\/letteredalloriente.com\/site\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/IMG_0675-768x1024.jpeg 768w, https:\/\/letteredalloriente.com\/site\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/IMG_0675-225x300.jpeg 225w, https:\/\/letteredalloriente.com\/site\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/IMG_0675-1152x1536.jpeg 1152w, https:\/\/letteredalloriente.com\/site\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/IMG_0675-1536x2048.jpeg 1536w, https:\/\/letteredalloriente.com\/site\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/IMG_0675-scaled.jpeg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Il DJ e la Cascade<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">5. La Madre Armenia e il Parco della Vittoria<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"\">Davanti alla Cascade si erge la statua di Alexander Tamanyan, l&#8217;urbanista che disegn\u00f2 la Yerevan moderna \u2013 soprannominato \u201cil DJ\u201d per la sua posa china sul progetto urbanistico \u2013 che indica il percorso verso il Parco della Vittoria. Dall&#8217;altro lato della strada si trova un luna\u2011park r\u00e9tro e mezzo arrugginito, di quelli che popolano le citt\u00e0 sovietiche e che danno un senso di antica angoscia; steli commemorativi ai caduti dell\u2019Afghanistan sovietico e, al centro, la&nbsp;<strong>Madre Armenia<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Come ogni capitale ex sovietica che si rispetti, da qualche parte deve esserci una statua della Madrepatria. A Yerevan \u00e8 alle spalle del Cascade: se la parte anteriore \u00e8 una meraviglia architettonica, quella posteriore \u00e8 un intrico di scalette di ferro ed erbacce che si snoda tra le rovine di un quartiere abbandonato fino a raggiungere il monumento celebrativo del cinquantesimo anniversario della Repubblica Socialista Sovietica di Armenia. La Madre tiene una spada tra le mani, in orizzontale, a difesa della citt\u00e0 (da lontano sembra una croce e c&#8217;\u00e8 chi dice che \u00e8 stata fatta cos\u00ec apposta dall&#8217;artista, <strong>Rafael Israelyan<\/strong>, per andare contro le autorit\u00e0 sovietiche). In cima spiccano simboli precristiani tra cui una foglia d\u2019oro che richiama l\u2019albero della vita urartiano, lo stesso inciso nei bassorilievi di Persepoli, in Iran, per niente lontano, almeno in senso geografico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">La Madre Armenia sorge al posto di Stalin e il volto \u00e8 quello di una giovane donna che l&#8217;artista aveva incontrato per caso in una latteria e le aveva chiesto di posare per lui.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">La citt\u00e0 fu pianificata nel 1924, quando venne concepita come la dodicesima capitale dell&#8217;Armenia dopo undici insediamenti susseguitisi nel corso dei millenni. Tamanyan la concep\u00ec per 150\u202f000 abitanti; oggi la citt\u00e0 conta pi\u00f9 di un milione di persone. Il centro \u00e8 contrassegnato da un <em>ring <\/em>che racchiude giardinetti, viuzze e baretti fighi (pi\u00f9 costosi che a Venezia) ed \u00e8 tagliato dalla <strong>Northern Avenue<\/strong>, un viale diagonale pensato per regalare una vista sull\u2019Ararat collegando <strong>l\u2019Opera<\/strong> (la \u201c<strong>Casa del Popolo<\/strong>\u201d) alla Piazza della Repubblica.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">6. L\u2019Opera o la Casa del Popolo<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"\">L\u2019Opera di Yerevan \u00e8 il capolavoro incompiuto di Tamanyan, terminato solo nel 1963, ventisette anni dopo la sua morte. In origine ideata come un progetto avanguardistico ispirato al costruttivismo sovietico, ha poi assunto un carattere pi\u00f9 stalinista. Ha una forma ellittica circondata da figure emblematiche della cultura armena tra cui <strong>Komitas<\/strong>, che salv\u00f2 la musica nazionale dal genocidio. Di fronte si trova la <strong>Piazza\u202f Francia<\/strong>, dove un busto di Rodin, donato appunto dalla Francia, veglia sul luogo.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">7. Museo del Genocidio di Yerevan (Tsitsernakapert)<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"\">Il museo si trova su una collina poco distante dal centro e racconta la tragedia del genocidio armeno, una strage che colp\u00ec pi\u00f9 di un milione e mezzo di persone tra la fine del XIX e il 1918. Del genocidio armeno se ne parla poco e la maggioranza dei paesi non lo riconoscono per non incrinare i rapporti internazionali con la Turchia. L&#8217;Italia e il Vaticano (ma va?) sono tra le sole trenta nazioni ad aver riconosciuto la strage; nonostante ci\u00f2 non c&#8217;\u00e8 mai stato un processo e i negazionisti, in primis Erdogan, sono tanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Il Museo sorge in un parco all&#8217;apparenza tranquillo, eppure non si pu\u00f2 fare a meno di provare un senso di angoscia alla vista dei dodici lastroni di basalto e granito inclinati in cerchio su una fiamma eterna. Se poi si decide di addentrarsi in questa dolorosa storia, il museo spiega nel dettaglio ci\u00f2 che successe, attraverso fotografie, diari, lettere e altre testimonianze.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/letteredalloriente.com\/site\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/IMG_0663-768x1024.jpeg\" alt=\"La Cattedrale di Yerevan\" class=\"wp-image-311\" srcset=\"https:\/\/letteredalloriente.com\/site\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/IMG_0663-768x1024.jpeg 768w, https:\/\/letteredalloriente.com\/site\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/IMG_0663-225x300.jpeg 225w, https:\/\/letteredalloriente.com\/site\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/IMG_0663-1152x1536.jpeg 1152w, https:\/\/letteredalloriente.com\/site\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/IMG_0663-1536x2048.jpeg 1536w, https:\/\/letteredalloriente.com\/site\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/IMG_0663-scaled.jpeg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>La Cattedrale di Yerevan<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">8. Il Kond<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"\">Sebbene Yerevan abbia pi\u00f9 di 2800 anni di storia, non rimane quasi nulla che sia pi\u00f9 antico di 100 anni. Oltre alla Moschea Blu del 1700, il\u00a0<strong>Kond<\/strong>\u00a0\u00e8 l\u2019unica testimonianza di un tempo passato quando la citt\u00e0 era un piccolo villaggio di mercato popolato da bosha (armeni di origine rom), persiani, turchi e azeri. Quando Tamanyan ridisegn\u00f2 la mappa urbana nel 1924, il Kond rimase intatto, preservando la sua trama originale di stradine strette, archi persiani, bagni turchi integrati nelle case e balconi di legno intagliato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Oggi vi vivono circa 4000 persone, in case fatiscenti, spesso senza acqua o elettricit\u00e0. Tuttavia, negli ultimi anni si sta cercando di rivalutare il quartiere e alcuni artisti locali hanno trasformato le pareti in gallerie itineranti, dipingendo murales che celebrano la tradizione armena.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">9. La Moschea Blu<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"\">L\u2019unica moschea ancora in funzione a Yerevan \u00e8 stata restaurata negli anni \u201990 grazie a una collaborazione con l\u2019Iran. Fondata dai turchi e ricostruita dai persiani, la struttura \u00e8 un\u2019oasi di tranquillit\u00e0: giardini curati, maioliche azzurre e nicchie che ospitano reperti persiani. Dopo le miriadi di chiese del cristianesimo armeno miste al brutalismo sovietico e alla nostalgia stalinista, vedere una moschea con le donne velate e i bambini che giocano nelle fontane ci ha colpito non poco. Ci siamo sedute l\u00ec al fresco a osservare un po&#8217; di diversit\u00e0 e di colore, mentre i fedeli facevano le loro abluzioni prima di pregare.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">10. La Metropolitana di Yerevan<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"\">Come in quasi tutte le citt\u00e0 sovietiche principali, anche a Yerevan la metropolitana \u00e8 un piccolo capolavoro architettonico di pietra, marmo e vetro con motivi floreali, storici e sovietici. Tra le pi\u00f9 suggestive troviamo la stazione di\u00a0<strong>Piazza della Repubblica<\/strong>, quella di\u00a0<strong>Sasuntsi\u202fDavit<\/strong>\u00a0(nota per i bassorilievi in tufo arancione) e\u00a0<strong>Barekamatyun<\/strong>. Come a Tashkent e Baku \u00e8 vietato scattare foto all&#8217;interno, ed \u00e8 un peccato. Una delle pi\u00f9 belle metropolitane sovietiche che abbia mai visto \u00e8 quella di Kyiv, con i murales che raccontano le tragedie dei ultimi trent&#8217;anni, senza dimenticare il passato sovietico.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">11. La Stazione dei treni<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"\">Oltre alle metropolitane, anche le stazioni dei treni costruite in epoche sovietiche sono pi\u00f9 stimolanti e artistiche di quelle nostrane. Quella di Yerevan \u00e8 in stile staliniano ma costruita con il tipico tufo locale. Davanti alla facciata spicca una statua di&nbsp;<strong>David di Sasun<\/strong>, l\u2019eroe epico della tradizione armena con la coda del cavallo modellata a forma di pantaloni alla turca.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">12. Vernissage Market<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"\">In ultimo, per riposarsi, fare un po&#8217; di spese e osservare la gente locale si pu\u00f2 fare un giro al Vernissage Market. Si trovano libri armeni e sovietici, tappeti locali e souvenir vari. \u00c8 possibile, anzi ce lo si aspetta, contrattare. Da notare, per\u00f2, che \u00e8 diventato abbastanza turistico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">\u2b50 <a href=\"https:\/\/letteredalloriente.com\/site\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Per leggere altri viaggi in Oriente, clicca qui.<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"\">Se si vuole andare pi\u00f9 a fondo nella vita e nella storia dell&#8217;antichissima cultura armena, si possono trascorrere pi\u00f9 di 48 ore a Yerevan e centellinare il caos di questa citt\u00e0, parlare con le persone del luogo e conoscere il loro punto di vista. Inoltre Yerevan \u00e8 il punto di partenza per visite fuori citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"576\" height=\"1024\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/letteredalloriente.com\/site\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/936fc023-1175-48c9-97bb-03156775f11d-576x1024.jpg\" alt=\"In un bus armeno Cosa vedere a Yerevan in 48 ore\" class=\"wp-image-307\" srcset=\"https:\/\/letteredalloriente.com\/site\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/936fc023-1175-48c9-97bb-03156775f11d-576x1024.jpg 576w, https:\/\/letteredalloriente.com\/site\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/936fc023-1175-48c9-97bb-03156775f11d-169x300.jpg 169w, https:\/\/letteredalloriente.com\/site\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/936fc023-1175-48c9-97bb-03156775f11d-768x1366.jpg 768w, https:\/\/letteredalloriente.com\/site\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/936fc023-1175-48c9-97bb-03156775f11d.jpg 796w\" sizes=\"auto, (max-width: 576px) 100vw, 576px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Fantasmagorico bus armeno<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Cosa vedere a Yerevan: consigli pratici<\/h3>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"\"><strong>Meteo<\/strong>&nbsp;\u2013 L&#8217;Armenia arriva anche a 70 gradi di escursione termica. Se vai in inverno, sappi che le temperature raggiungono anche i -20 C\u00b0, mentre in estate \u00e8 come essere in un forno: il caldo viene dall&#8217;alto, dall&#8217;asfalto, dalle macchine e dalle facciate. Considera abbigliamento adeguato alla temperatura, cappello (o colbacco!) e borraccia.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\"><strong>Lingua<\/strong>\u00a0\u2013 Anche se molti parlano russo, un semplice \u201c<em>bari galust<\/em>\u201d (grazie) in armeno apre porte e cuori. Non molti parlano inglese e abbiamo conosciuto solo una ragazza \u2013 sorpresa! \u2013 che si \u00e8 rivolta a noi in italiano.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"\"><strong>Trasporti<\/strong>\u00a0\u2013 Yerevan si pu\u00f2 visitare a piedi, anche se c&#8217;\u00e8 una rete di autobus (terrificanti in estate). Uscire fuori dalla citt\u00e0 \u00e8 letteralmente un&#8217;impresa degna di un&#8217;epopea medievale, alcuni luoghi possono essere raggiunti con un incrocio di marshrutke davvero complesso da mettere insieme se non si \u00e8 del luogo. Si possono noleggiare macchine e taxi. Questi ultimi sono dovunque proprio sopperire alla mancanza di mezzi pubblici, ma chiedono cifre ingiustificabili. Il quarto giorno di viaggio, per sposarci nei luoghi pi\u00f9 lontani, ci siamo rivolte a un&#8217;agenzia turistica locale, che con 25 euro a testa ci ha scorrazzato in giro per l&#8217;Armenia con una guida che parlava inglese e vari turisti armeni simpaticissimi, il tutto in una <em>marshrutka<\/em> con l&#8217;aria condizionata (piango di felicit\u00e0!). Ecco il link (non prendo commissioni!): <strong>https:\/\/onewaytour.com <\/strong><\/li>\n\n\n\n<li class=\"\"><strong>Cibo<\/strong>&nbsp;\u2013 Prova il&nbsp;<strong>khoravats<\/strong>&nbsp;(spiedini di carne) e il&nbsp;<strong>lavash<\/strong>&nbsp;fresco; accompagnali con il vino al melograno, \u201cinventato\u201d dagli armeni, per un\u2019esperienza autentica.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<div class=\"nfd-container nfd-wb-call-to-action__cta-2 wp-block-group has-global-padding is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-28232c24 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-vertically-aligned-stretch is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<div class=\"nfd-gap-md nfd-p-card-square-lg is-style-nfd-theme-darker wp-block-group has-background is-vertical is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-group-is-layout-fa38c63a wp-block-group-is-layout-flex\" style=\"background-color:#fceed2;min-height:100%\">\n<div class=\"wp-block-group is-nowrap is-layout-flex wp-container-core-group-is-layout-6c531013 wp-block-group-is-layout-flex\"><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"nfd-text-xl nfd-text-contrast nfd-text-balance wp-block-heading has-text-align-center has-text-color has-link-color wp-elements-9848b45c2222d28e9b1430259468971e\" style=\"color:#000000\">Il viaggio reso semplice<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center has-text-color has-link-color wp-elements-c21bbe77e511756a8be0f283df80d608\" style=\"color:#000000\">Sogni un viaggio che esca dagli schemi, lontano dalle rotte turistiche pi\u00f9 affollate?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center has-text-color has-link-color wp-elements-6227d761f9aaf32e0fc3054eefff9cd8\" style=\"color:#000000\"><strong>Sono qui per aiutarti a trasformare quel sogno in realt\u00e0.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center has-text-color has-link-color wp-elements-dd1e3e8dc6a578f48fa9a1d0bb768d31\" style=\"color:#000000\">Sono specializzata in viaggi su misura verso destinazioni meno note, angoli autentici di mondo ancora poco esplorati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center has-text-color has-link-color wp-elements-53465af9a6ab70a1eabf91fb19d4956d\" style=\"color:#000000\">Contattami per prenotare una chiamata: insieme analizzeremo le tue esigenze e organizzeremo un viaggio in Oriente&nbsp;<em>ad hoc<\/em>per te.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:0px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer wp-container-content-7d115344\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-buttons is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-ea8b11be wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"nfd-btn-wide is-style-fill wp-block-button\"><a class=\"wp-block-button__link has-background has-text-align-center wp-element-button\" href=\"https:\/\/ko-fi.com\/s\/d870469083\" style=\"background-color:#89684f\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Prenota una chiamata<\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-vertically-aligned-stretch is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<div class=\"wp-block-group is-vertical is-content-justification-stretch is-layout-flex wp-container-core-group-is-layout-401b7a8a wp-block-group-is-layout-flex\" style=\"min-height:100%\">\n<div class=\"wp-block-cover is-light wp-container-content-9cfa9a5a\"><img decoding=\"async\" width=\"956\" height=\"1024\" loading=\"lazy\" class=\"wp-block-cover__image-background wp-image-50 size-large\" alt=\"Donna che viaggia sola\" src=\"https:\/\/letteredalloriente.com\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Screenshot-2025-04-23-at-16.46.54-956x1024.png\" data-object-fit=\"cover\" srcset=\"https:\/\/letteredalloriente.com\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Screenshot-2025-04-23-at-16.46.54-956x1024.png 956w, https:\/\/letteredalloriente.com\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Screenshot-2025-04-23-at-16.46.54-280x300.png 280w, https:\/\/letteredalloriente.com\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Screenshot-2025-04-23-at-16.46.54-768x823.png 768w, https:\/\/letteredalloriente.com\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Screenshot-2025-04-23-at-16.46.54.png 1210w\" sizes=\"auto, (max-width: 956px) 100vw, 956px\" \/><span aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-cover__background has-background-dim-0 has-background-dim\" style=\"background-color:#a8a396\"><\/span><div class=\"wp-block-cover__inner-container has-global-padding is-layout-constrained wp-block-cover-is-layout-constrained\">\n<p class=\"has-text-align-center has-large-font-size\"><\/p>\n<\/div><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo \u00e8 il punto di partenza di una guida pratica su cosa vedere a Yerevan in 48 ore. 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